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Architronito, un'idea nata prima del suo tempo

Tutti sappiamo che la potenza che sprigiona l'acqua nella sua conversione in vapore fu, letteralmente, il motore della prima rivoluzione industriale, ma pochi sanno che l'idea di fondo, quella di utilizzare la sua forza in una macchina, è molto più antica.
Ci troviamo nel 212 a.C in una delle guerre più leggendarie della storia: l'assedio a Siracusa. Questa guerra è passata alla storia per Archimede il genio siciliano che umiliò le truppe romane con le sue grandi invenzioni.
Tra le tante celebri idee, questa è passata molto in sordina forse perchè come si suol dire "bella l'idea ma poco la realizzazione". Infatti l'idea di fondo dell'architronito è molto potente ma applicata a un cannone non rende molto. Di fatto questa macchina con questo nome molto esotico non è altro che un cannone a vapore che sfrutta la conversione dell'acqua dallo stato liquido allo stato aeriforme. 
Dopo questa guerra l'architronico fa poca altre comparse fino al 46 a.C e dopo di che scompare fino al 1606 quando un altro genio, Leonardo da Vinci, riprende l'idea pari pari per creare un ennesima macchina chiamata Archituono.



Link e Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Architronito

https://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Siracusa_(212_a.C.)

Il tema della conversione nella mitologia

Il verbo convertire, nei suoi molti ambiti di applicazione, si presta molto bene alla mitologia. Grazie al mio liceale studio della letteratura latina mi è subito tornato alla mente il mito di Apollo e Dafne reso celebre dal vivo marmo di Bernini. Questo mito è arrivato fino ai giorni nostri attraverso il  capolavoro di Ovidio: "Le Metamorfosi".
Apollo e Dafne, 1622-1625
Gian Lorenzo Bernini
Il mito ha però radici più antiche, come per la maggior parte della cultura latina bisogna ricercarne le origini negli scritti greci. In questo caso però le reali origini sono da ricercare ancora in tempi più remoti, si pensa che la nascita di questo mito abbia luogo nell'arcaica tradizione orale greca.

Quelle che interessa a noi ora però, non è tanto la storia del mito ma piuttosto il suo legame con il verbo "Converire". Si può subito notare che già con il titolo dell'opera vi è un analogia di significato. Infatti "Mutare" e "Convertire sono indicanti come sinonimi nel dizionario.
Però l'elemento più significativo di questo legame che rende così vicina la storia, del dio Apollo e della ninfa Dafne, sta però nella narrazione stessa.

"Dopo aver ucciso il serpente Pitone, Apollo si sentì particolarmente fiero di sé, perciò si vantò della sua impresa con Cupido, dio dell’Amore, sorridendo del fatto che anche lui portasse arco e frecce, ed affermando che quelle non sembravano armi adatte a lui. Cupido indignato, decise allora di vendicarsi: colpì il dio con la freccia d’oro che faceva innamorare, e la ninfa, di cui sapeva che Apollo si sarebbe invaghito, con la freccia di piombo che faceva rifuggire l’amore, per dimostrare al dio di cosa fosse capace il suo arco. Apollo, non appena vide la ninfa chiamata Dafne, figlia del dio-fiume Peneo, se ne innamorò. Tuttavia, se già prima la fanciulla aveva rifiutato l’amore, dedicandosi piuttosto alla caccia come seguace di Diana, essendo stata colpita dalla freccia di piombo di Cupido, quando vide il dio, cominciò a fuggire. Apollo iniziò allora ad inseguirla, elencandole i suoi poteri per convincerla a fermarsi, ma la ninfa continuò a correre, finché, ormai quasi sfinita, non giunse presso il fiume Peneo, e chiese al padre di aiutarla facendo dissolvere la sua forma. Dafne si trasformò così in albero d’alloro prima che il dio riuscisse ad averla, egli, tuttavia, decise di rendere questa pianta sempreverde e di considerarla a lui sacra: con questa avrebbe ornato la sua chioma, la cetra e la faretra; ed inoltre, d’alloro sarebbero stati incoronati in seguito i vincitori e i condottieri. "
[Il brano è ripreso dal sito della facoltà di lettere antiche della Sapienza di Roma: Iconos].

Il tema della conversione, inteso qui in un significato più fisico molto vicino anche al significato più tecnico dove si usa il verbo per esprimere un mutamento di forma e di composizione a livello fisico-chimico. La metamorfosi di Dafne implica infatti questo tipo di conversione nella sua trasformazione in alloro. Questo mito dimostra ancora una volta la versatilità di applicazione del verbo, anche se non riportato in modo diretto (ma attraverso stretti sinonimi).


Fonti:
Iconos: http://www.iconos.it/
Cricco di Teodoro: https://www.zanichelli.it/ricerca/prodotti/il-cricco-di-teodoro-itinerario-nell-arte-cricco-di-teodoro-001
Sinonimi e Contrari: https://www.sinonimi-contrari.it/

Per approfondire

Biografia di una parola

Chi tra di noi, nella nostra vita ormai completamente digitalizzata non ha mai avuto problemi con un file illeggibile, con un'immagine che no si apre e mille altri problemi di ogni tipo. Potrei azzardarmi che nessuno che utilizzi anche solo di rado uno strumento digitale non abbia mai avuto un problema del genere. Quindi in preda al nervosismo affoghiamo nel web alla ricerca del metodo più semplice per convertire i nostri file e per goderne il contenuto. Ebbene tutto ciò questo contesto ormai familare si basa sul concetto di conversione che è l'essenza più intima che possiede il verbo "convertire" ai giorni nostri. Ma pensando al fatto che nemmeno un secolo fa i computer non esistevano e neppure i loro più lontani genitori erano ancora nati, vi chiederete quando potesse essere utilizzata questa parola se il contesto di riferimento non esisteva. Ebbene aprendo un semplice dizionario troveremmo conforto in un istante trovando altri contesti e utilizzi di questa parola, ma resta lo stesso sorprendente come tra di loro quest ambiti siano lontani anni luce. Bene, in questo post trateremo appunto la storia di questa parola e come nel tempo sia passata tra religione, acciaierie e compuer.

Come tutte le storie anche questa ha un inizio e il nostro si trova nell'epica e antica repubblica romana, prima che Cesare attraversasse il famoso Rubicone. La nostra è una parola antica nata nel linguaggio più volgare, anche se non fa parte del linguaggio latino più arcaico. Infatti la il verbo ha un antenato: "Vertere". Questo verbo per i romani significava: rivolgersi, girare oppure in chiave militare (come moltissimi verbi di quella guerreggiante società aveva un proprio risvolto bellico) poteva voler dire mettere in fuga. Convertire nasce dunque dall'unione di questo verbo con la particella "cum-" che ne rafforzava il significato portandola su un piano più astratto. In fatti in questa forma la parola perde sempre più il suo significato militare che riamane esclusivo del suo antenato ma in cambio "convertere" (in latino) inizia ad essere usato riferendosi alle persone significando: rivolgersi a qualcuno, far cambiare idea. Con il passare dei secoli si instaura l'impero e la cultura romana subisce una grandissima rivoluzione convertendosi sempre di più al cristianesimo. Per l'appunto il verbo acquista questo nuovo e potente significato religioso.

Passano i secoli, passa il fatidico anno 476 che si porta via con se il maestoso impero romano, ma il latino rimane e il nostro verbo sopravvive. Arriva il medioevo e come in una teca di vetro il verbo non subisce grandi cambiamenti, rimanendo inalterato. La storia scorre e il nostro verbo si rende partecipe in una delle tante guerre che segnano la nostra specie. Arriva l'anno 1095 e si combatte la prima e leggendaria crociata nel insegna della conversione di Gerusalemme al cristianesimo.

Nuovamente la storia riprende il suo corso e non mancano episodi in cui il nostro verbo si fa partecipe a causa della super religiosità della società di quei tempi. Nulla di nuovo però accade nella nostra storia per secoli, fino a quando lentamente dopo la metà del XVIII secolo che porta con se la grande rivoluzione industriale iniziano a nascere le prime acciaierie e le prime industrie chimiche che iniziano a convertire il ferro in acciaio e ghisa. Il nostro verbo cambia quindi casa e inizia a farsi strada tra le industrie e i laboratori lasciando sempre più le chiese e la fede. Sempre in quel periodo la fisica inizia a fare scintille e moltissime delle teorie fondamentali della materia nascono in quegli anni e nel fervore della scoperta ognuno inizia a dare i propri nomi alle grandezze fisiche scoperte, creando confusione e incoerenze tra di loro e cosi che la nostra parola da una mano rendendo possibile la conversione tra le miriadi di unità di misura create.

Siamo arrivati quindi all'incirca nel 1800 e la nostra storia è quasi giunta alla fine la prossima tappa già la conosciamo perchè il nostro verbo arriva nei nostri computer permettendoci di saltare da un file all'altro senza troppa difficoltà. Non resta quindi che immaginare quali altre rivoluzioni umane possano far cambiare di casa alla nostra e a tutte le altre parole.


Illustrazione